Carlos Fay

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CA’ DEL POGGIO
DOVE IL PROSECCO INCONTRA IL MARE

Se Rembrandt avesse avuto la fortuna di arrivare a San Pietro di Feletto i suoi capolavori campestri sarebbero stati anche più grandi e l’ispirazione artistica che ne avrebbe assimilato gli avrebbe facilitato non poco la preziosa tavolozza immortalando alcuni fra i più bei panorami del mondo.


Ma ci arrivano, da anni, i grandi campioni del ciclismo internazionale attraverso il Giro D’Italia, che nel 2009, 2013 e 2014 ha fatto tappa a Ca’ del Poggio, la 6^ tappa del Giro Rosa 2014, e il Campionato Italiano Professionisti edizione 2010.


L’altipiano è di una suggestività unica, sembra la prua di una nave spinta verso il mare dall’urlo delle Dolomiti, che fanno capolino a nord, accogliendo gioiose la brezza marina che spesso giunge fino alle alte vette per poi ripiegare di nuovo verso il mare, uno scambio di confidenze, di temperature di sussurri che la natura trasmette e volano attraverso il vento a raccontare le meraviglie di cui sono fugaci testimoni per farsi ascoltare da chi li sa cogliere e capire.


Lo sguardo spazia a 360° a nord catene di verdi colline vitate e monti boschivi e le Dolomiti, ad ovest la struggente opera di bellezze naturale dalla Valdobbiadene, dove il mondo vitivinicolo è un grande fermento, sembra non dormire mai, ad est altre colline e monti delle pittoriche Vittorio Veneto e Conegliano, una città che è divenuta simbolo del Prosecco nel mondo, a sud l’oceano di verdi vitigni e la pianura che ondulando tra Collalto e il Montello si fa largo verso il mare, recando il profumo del prezioso spumante e ricevendone in cambio il profumo di salsedine cullato dal leggero rumoreggiar delle onde.


Onde che sembrano arrivare a lambire anche la pace dell’oasi che la famiglia Stocco è riuscita a creare in quel borgo circondato dai magnifici disegni geometrici dei filari di vigne e dalle macchie boschive e di olivi, dove ogni viandante si ferma incantato ad ammirare l’universo che la natura si è divertita a rendere così maestoso, ricco di fascino e un tantino artistico e misterioso.


Qui è sorto nel 1994 l’ormai famoso ristorante Relais Ca’ del Poggio, arricchito recentemente da uno Château davvero elegante e degno del nome che porta, Hotel Villa del Poggio, un bianco ormeggio che risplende tra le macchie di verde che si fondono con il grigio azzurro dell’orizzonte marino.


Questo è il regno che gli Stocco, Alberto raffinato ed attento direttore di sala e Marco cuoco dalle impareggiabili qualità che ha saputo e sa soddisfare i palati più esigenti, venuti dal mare della ridente Bibione, hanno saputo coltivare con perspicacia, alto grado di professionalità, lungimiranza, portando il medesimo ad essere riconosciuto oggi come uno dei migliori ristoranti del Veneto, meta di gourmet ed ospiti di eterogenea estrazione internazionale.


Capostipiti il nonno Giovanni e nonna Jolanda che a Bibione nel 1958 danno vita al ristorante I Tre Casoni, una cucina marinare di tradizioni locali, tra le migliori della fascia balneare veneziana, che fa scuola e una buona scuola lo era di certo, anche grazie a Fortunato e Maria Stella, se i nipoti, e quindi figli, hanno poi sposato con passione la medesima attività, che tutti sanno quanto sia difficile e impegnativa, ed hanno saputo realizzare quell’invidiabile patrimonio di ambiente e cucina che è il Relais Ristorante Ca del Poggio.


Arrivarci dalla pianura significa arrampicarsi come su un muro, il “Muro di Ca’ del Poggio” appunto, e si ha subito l’impressione di trovarsi di trovarsi di fronte ad un locale importante, l’esterno ben curato, dal panorama mozzafiato, l’interno elegante, ampi spazi ben distribuiti, un bellissimo pianoforte a coda che impera al centro, comodi tavoli quadrati coperti da tovaglie di lino color crema, colonne ovunque che donano un’atmosfera da “tempio sacro”, e manifesta appunto tale impressione anche la cucina, la cui sacralità ha saputo trarre il meglio dalle tradizioni locali e marinare.


Una gradevolissima musica soft crea l’atmosfera ideale per le degustazioni che mi accingo ad assaporare e noto con vero piacere la professionalità e la delicatezza che Alberto sa esprimere nell’accogliere i clienti e viziarli poi ai tavoli, una gradevolissima presenza la sua, che sa mettere a proprio agio ogni persona, di ogni estrazione sociale essa possa essere, stemperando l’atmosfera un po’ impegnativa, che è prerogativa stessa del locale, riportandola su un piano più familiare e confidenziale.


Elencare piatti e degustazioni che mi sono state offerte, mi sembra quasi riduttivo, perché la cucina di Marco Stocco egregiamente coadiuvato da Vincenzo Vairo è troppo ricca e varia e quindi mi limito a complimentarmi coi due per quanto hanno saputo rendermi felice nell’offrirmi una varietà di squisite degustazioni che avevano il profumo e il gusto di mare nelle loro espressioni più delicate e saporite.


Carlos Fay
11/08/2013